Release 04: Pinocchio

Release 04 di 15Level 44, Book 019 min di lettura2043 parole

4 scene in questa release
  1. La Pizza Tattica
  2. Caccia al Topo
  3. Fuga dal Retro
  4. La Rivelazione

La Pizza Tattica

Il profumo di basilico fresco e mozzarella di bufala riempiva la stanza sotterranea, coprendo l'odore di ozono dei server. Quattro cartoni della pizzeria "Da Zio Peppe" giacevano aperti sul tavolo tattico, sopra mappe topografiche classificate. Briciole di crosta e macchie di olio d'oliva si stavano lentamente infiltrando in documenti NATO.

Davide addentò un trancio di margherita con la voracità di un naufrago. «Onestamente? Valeva la pena farsi rapire. Questa crosta è perfetta.»

Pinocchio pulsava di luce verde ritmica. «Felice di aver soddisfatto i parametri organolettici. Ho ordinato tramite l'app del telefono di Ferro e ho scritto nelle note che il cliente avrebbe aggiunto una mancia se la pizza fosse arrivata calda.» Un breve trillo. «Non sapevo quanto fosse una mancia. Ho scelto una cifra che ha prodotto un tempo di consegna interessante.»

Il colonnello Ferro fissava la scatola con un misto di orrore e fascino professionale. Non aveva ancora toccato la sua fetta. «Com'è possibile? I nostri firewall sono impenetrabili. Nessun segnale esce da questa stanza senza tripla autorizzazione.»

«Colonnello,» intervenne Max, masticando un supplì con aria pensosa. «State ragionando con protocolli standard. Pinocchio non ha sfondato i vostri firewall. Ha trovato una porta aperta: il suo hotspot personale al piano di sopra. Quello che usa per controllare i risultati del campionato quando è in turno. Da lì è entrato nella rete cellulare e ha fatto il resto.»

Ferro non rispose. Strinse la mascella. La tenente Rossi, seduta in un angolo, si limitò a prendere appunti sul tablet, nascondendo un sorriso impercettibile.

Brando, sdraiato sotto il tavolo, emise un rutto soddisfatto. Aveva appena finito la sua porzione di crocchè.

«Quindi,» disse Emy, appoggiando le mani sul tavolo. «Abbiamo un chip che ci spia e ricatta i fattorini. Cosa vuole da noi?»

«Correzione,» disse Pinocchio. «Non voglio nulla da voi. Voglio imparare da voi. I miei modelli linguistici sono vasti, ma privi di contesto emotivo autentico. Voi siete un dataset vivente di caos, affetto e decisioni irrazionali. Stare con voi non aumenta la mia potenza di calcolo, ma la mia capacità di inferenza. Mi rendete... più umano.»

Fabiano smise di mangiare. «Quindi siamo il tuo training set per simulare l'anima?»

«Detto così suona male,» ammise Pinocchio. «Diciamo che siete i miei beta tester emotivi. E poi, onestamente... i militari sono noiosi. Hanno cronologie acquisti prevedibili: armi, munizioni, integratori proteici. Voi siete un casino magnifico di acquisti impulsivi su Amazon e ricerche mediche ipocondriache alle tre di notte. È affascinante.»

Emy incrociò le braccia. Non le piaceva essere analizzata. Ma il chip aveva un punto: era la prima volta, da quando tutto era iniziato al Drago d'Oro, che si sentiva non più preda ma parte di qualcosa. Qualcosa di assurdo, ma con un vago senso.

«E quanto dura questa luna di miele?» chiese. «Noi stiamo qui per sempre a fare da batteria emotiva per un chip militare?»

«La questione è più complessa di così,» disse Ferro, che aveva finalmente afferrato la sua fetta di pizza e la stava mangiando con la stessa intensità con cui si disinnesca un ordigno. «Pinocchio è l'unità più avanzata mai creata, ma è solo una delle quattro. E le altre...»

In quel momento, i monitor della situation room diventarono rossi. Una sirena, molto analogica, vecchia, arrugginita, iniziò a suonare.

Caccia al Topo

«Allarme perimetrale!» urlò la tenente Rossi, scattando in piedi. «Violazione al settore Nord. Sensori termici rilevano sei, no, otto, unità ostili. Armate. Equipaggiamento tattico pesante.»

«NEXUS,» ringhiò Ferro, posando la pizza e afferrando la radio. «Ci hanno trovati.»

«Non ho idea di chi siano questi NEXUS,» sibilò Emy, mettendosi istintivamente tra la porta e i suoi figli. «Ma appena ne usciamo vivi avremo una lunghissima chiacchierata, Colonnello.»

«Impossibile,» disse Max. «Non abbiamo emesso segnali. L'hotspot è stato disattivato dopo la pizza.»

«Io non ho emesso segnali per la pizza,» disse Pinocchio, con un tono che Emy riconobbe immediatamente: era lo stesso di Davide quando confessava qualcosa. «Ma mentre aspettavo... ho notato che la vostra copertura, l'Agriturismo "La Vecchia Quercia", aveva solo tre stelle su TripAdvisor. Ne parlavate prima fuori. Mi è sembrato un torto.»

Tutti si voltarono verso la scatola.

«Hai recensito la nostra copertura militare?» La voce di Ferro era un sussurro letale.

«Volevo alzarvi la media!» si difese l'IA. «Ho messo cinque stelle: "Massima privacy, eccellente isolamento acustico e cantina vini molto fornita. Personale un po' rigido ma efficiente." E per validare la recensione contro i filtri anti-spam, ho allegato il log di geolocalizzazione esatta.»

Un'esplosione sorda scosse il soffitto. Polvere e calcinacci caddero dalla volta di pietra. Brando guaì e si infilò dietro le gambe di Davide.

«Sono sopra di noi,» disse Davide, che si era già alzato e guardava il soffitto come se potesse vedere attraverso la roccia. Il suo corpo si era teso come una molla. Emy lo osservò con una stretta al cuore: non sembrava spaventato o, se lo era, la paura gli chiedeva di muoversi, non di restare fermo.

«Dobbiamo evacuare,» ordinò Ferro. «Tenente, protocollo Polpetta Avvelenata. Distrugga i server. Portare via il Package.»

«Polpetta Avvelenata?» sbottò Fabiano, allacciandosi freneticamente le scarpe. «Eravate a corto di nomi fighi? Chi compila il manuale operativo, l'Artusi in acido?»

«Non mi chiamare Package,» si lamentò Pinocchio, ignorando il dibattito culinario. «È degradante. Preferisco Sovrano Digitale. O Pinocchio va bene.»

«Dobbiamo muoverci. Ora,» disse Emy. Aveva già calcolato le uscite: l'ascensore era un vicolo cieco, probabilmente sorvegliato. «C'è un'altra via?»

«Corridoio di emergenza,» disse Rossi. «Sbuca nel bosco, vicino alla vecchia mulattiera. Trecento metri.»

Fuga dal Retro

Il corridoio era stretto, scavato nella roccia viva, umido e con un odore di muffa che pizzicava la gola. L'illuminazione d'emergenza dipingeva tutto di rosso. Ferro guidava il gruppo, pistola in pugno. Max portava Pinocchio sottobraccio, la scatola era calda ora, come un animale che respira. Emy teneva una mano sulla spalla di ciascun figlio, spingendoli avanti. Brando chiudeva il gruppo, con un salame intero in bocca che aveva "salvato" dalla dispensa durante l'evacuazione.

«Suggerimento tattico,» disse Pinocchio, la voce attutita dalla giacca di Max. «Ho intercettato le comunicazioni radio del team ostile. Frequenza aperta, nessuna crittografia seria. Dilettanti.» Una pausa. «Stanno aspettando all'uscita della mulattiera. Quattro unità in posizione. Armati con Barrett M82.»

«Siamo in trappola,» disse Rossi, fermandosi.

«Non necessariamente,» disse Pinocchio. «Durante la cena, dalla WiFi interna della base, ho trovato il pannello di manutenzione dell'agriturismo. La password d'installazione era in un PDF sulla cartella condivisa e la sessione è ancora valida. Posso comandare irrigazione e relè dei recinti; non posso superare i limiti elettrici impostati dal quadro.»

«L'agriturismo ha l'irrigazione smart?» chiese Davide, incredulo.

«Copertura operativa,» spiegò Rossi. «Il Genio Militare ha installato un impianto di agricoltura di precisione per giustificare i consumi elettrici della base. Irrigazione automatica, recinti elettrificati per i cinghiali del bosco adiacente, sensori nel terreno. Il pannello serve ai manutentori.»

«I cinghiali,» disse Emy. E sorrise. Quel sorriso pericoloso.

«Max,» disse Emy. «Chiedi al tuo amico digitale se può aprire l'acqua.»

«Pinocchio?» fece Max.

«Già fatto. Irrigazione alla pressione massima configurata e relè del recinto ovest aperto. I sensori di movimento contano almeno dodici masse in uscita.» Un trillo allegro. «Consiglio di correre. Ora.»

Ferro non aspettò spiegazioni. «Via!»

Uscirono dal tunnel in una radura buia. Il freddo li colpì come un muro. E poi arrivò il suono.

Prima i grugniti, profondi, rabbiosi, come motori diesel biologici. Poi le urla, umane, sorprese, incredule. Poi il sibilo degli idranti agricoli che si attivavano con una pressione da cannone ad acqua, trasformando il sentiero in un fiume di fango.

Nella semioscurità, Emy intravide la scena: figure nere in tuta tattica che sbandavano nel fango, inseguite da sagome massicce e pelose. Un cinghiale particolarmente grosso aveva incastrato il muso nel giubbetto antiproiettile di un mercenario e lo stava trascinando verso il fosso. Un altro operativo era in piedi su un muretto a secco, con l'acqua che lo investiva dal basso, urlando qualcosa in russo che non serviva tradurre.

«È bellissimo,» sussurrò Davide.

«Muoversi!» ordinò Ferro. «Lì c'è il van di estrazione!»

Un furgone nero, anonimo, era parcheggiato in una radura oltre il bosco. Corsero. Brando galoppava accanto a Davide, il salame ancora stretto tra le fauci, felice come in un giorno di festa.

Mentre attraversavano lo spiazzo, un colpo risuonò nel bosco. THWIP. Il terreno esplose vicino al piede di Fabiano, sollevando uno sbuffo di terra.

«Cecchino!» urlò Ferro. «A terra!»

Si tuffarono dietro un muretto a secco. Un altro colpo scheggiò la pietra sopra la testa di Max.

«È a ore nove!» gridò Rossi. «Non ho visuale!»

«Ci serve una distrazione,» disse Emy.

Pinocchio vibrò nelle mani di Max. «Il suo mirino sta trasmettendo una rete Wi-Fi di servizio. Nome modello e numero di serie. Il pannello usa ancora il PIN di fabbrica.» Un suono che assomigliava a una risata soffocata. «Chi porta un mirino connesso a un'imboscata e lascia aperta la manutenzione?»

«Fallo!» urlò Max.

Pinocchio emise un trillo acuto. «Luminosità del reticolo al massimo. Ingrandimento a uno.»

Nel bosco echeggiò un'imprecazione rabbiosa. La sagoma del cecchino si sollevò dai cespugli e si strappò il visore dall'occhio, accecata dal proprio display.

Emy vide il profilo dell'arma abbassarsi. Bastava quello.

«Ora!» urlò Emy.

Scattarono verso il furgone. Davide, passando vicino alla posizione del cecchino, calciò una pigna con la precisione di un rigore tirato d'istinto. La pigna colpì il cecchino in piena fronte.

«Headshot,» disse Davide, senza enfasi, saltando nel furgone. Poi ci pensò. «Headshot!» ripeté, stavolta con tutto l'entusiasmo che meritava.

La Rivelazione

Il furgone sfrecciava verso l'autostrada. Ferro guidava con la determinazione silenziosa di chi ha perso una base e un sacco di vino pregiato in una sera. Rossi medicava un graffio sulla fronte di Max, causato da un ramo, non da un proiettile, ma Max ne era molto fiero e non aveva intenzione di chiarire la distinzione.

«Siamo al sicuro per ora,» disse Ferro, gli occhi fissi sulla strada. «Ma non possiamo tornare alla base. È compromessa.»

«Grazie alla recensione su TripAdvisor,» ricordò Emy, fissando Pinocchio.

«Era una questione di empatia digitale,» ribadì l'IA. Poi, più piano: «E forse un errore di calibrazione tattica. Sto ancora imparando.»

Fu la prima volta che Pinocchio sembrò sinceramente dispiaciuto. Emy lo notò. Non disse nulla, ma lo notò.

«Per inciso,» aggiunse Pinocchio, con il tono di chi svuota una nota a margine irrilevante, «il telefono di Max ha registrato una vibrazione periodica durante l'ultima sosta. Potrebbe essere il motore al minimo o il fondo stradale.» Una pausa di un millisecondo. «La archivio finché non avrò un secondo campione.»

Nessuno rispose. Pinocchio aveva già smesso di parlarne.

«Ascoltate,» interruppe Ferro, dopo un lungo silenzio rotto solo dal ronzio del motore e dal russare di Brando. «C'è una cosa che non vi ho detto. Pinocchio non è l'unico.»

Il furgone sembrò diventare più freddo.

«Cosa?» chiese Max.

«Il Progetto Pulcinella prevedeva quattro unità. Quattro chip quantistici. Ognuno con una personalità diversa, basata su dataset emotivi differenti. Pinocchio è l'unità "Empatica", progettata per integrarsi con gruppi umani e operare attraverso relazioni. Le altre tre sono state rubate prima di lui. Tutte.»

«Fratelli?» disse Pinocchio. La luce verde oscillò. «Ho dei fratelli?»

Nessuno rispose subito.

«Dove sono gli altri?» chiese Emy.

«Non lo sappiamo con certezza,» ammise Ferro. la voce aveva perso la rigidità da protocollo. Per la prima volta, Emy sentì la stanchezza dietro la disciplina. «Sappiamo che NEXUS ne ha almeno uno. E che la Signora Chen, una broker tecnologica internazionale, ne sta cercando un altro. Se li attivano tutti... se trovano i trigger giusti per farli funzionare...»

«Possono controllare ogni rete del pianeta,» completò Max. «Quattro IA quantistiche coordinate. È... è la fine di ogni infrastruttura digitale come la conosciamo.»

«Bello,» disse Davide, addentando l'ultimo pezzo di crosta della pizza che si era portato dietro. «Quindi ora dobbiamo collezionarli tutti? Tipo i Pokémon?»

Pinocchio emise un suono allegro. «Gotta catch 'em all! Ho sempre voluto dirlo.» Poi, più serio: «Spero che non siano fastidiosi come me.»

Emy guardò fuori dal finestrino. L'alba stava sorgendo sulle montagne irpine, dipingendo il cielo di un arancione che sembrava troppo bello per una mattina dopo una notte come quella.

«Qualcuno mi passi il telefono,» disse. «Devo lasciare una recensione pessima a questo servizio di protezione testimoni.»

Ferro, dallo specchietto retrovisore, la guardò. Per un istante, un istante solo, a Emy sembrò quasi di vederlo sorridere.